RC Professionale: di cosa si tratta?
Chi apre una partita IVA e si chiede «RC professionale, cosa copre?» di solito riceve una risposta rassicurante e troppo generica. La RC professionale (responsabilità civile professionale) è l’assicurazione che risponde delle richieste di risarcimento per danni causati ai clienti nell’attività assicurata. Il punto è che «polizza base» non è un’etichetta standard: ogni contratto ha il suo perimetro, e alcuni rischi molto comuni restano spesso fuori. Qui l’attenzione va su tre buchi che si affrontano con coperture complementari: gli incidenti informatici, i documenti dei clienti persi o danneggiati e le spese legali per controversie che non nascono da una richiesta di risarcimento. Prima, però, serve chiarire chi è obbligato ad assicurarsi e chi no, perché la risposta cambia da professione a professione.
Chi è obbligato ad avere la RC professionale?
Sono obbligati i professionisti iscritti a un Albo; per chi svolge una professione non organizzata in ordini o collegi la polizza è facoltativa. Per i primi, l’articolo 5 del D.P.R. 137/2012 impone di stipulare un’assicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio della professione e di comunicare al cliente, al momento del conferimento dell’incarico, gli estremi della polizza e il massimale, cioè la cifra massima che l’assicurazione paga. Non rispettare questo obbligo costituisce un illecito disciplinare. La sola apertura della partita IVA, invece, non crea un obbligo uniforme. Per le professioni non organizzate, disciplinate dalla Legge 4/2013, come accade per molti consulenti aziendali o formatori, la copertura non è imposta dalla legge, ma un cliente o un contratto possono richiederla come condizione per affidare un incarico.
RC professionale: cosa copre e dove si ferma?
Copre le richieste di risarcimento di terzi per danni causati nell’attività dichiarata in polizza, entro il massimale e alle condizioni del contratto. Non è una protezione a tutto campo. Molte polizze sono in formula claims made: conta che la richiesta di risarcimento arrivi per la prima volta mentre il contratto è in vigore, non quando è stato commesso l’errore. In alcune condizioni il massimale è un limite complessivo per l’anno assicurativo, indipendentemente da quante richieste arrivino. Le estensioni possono avere un sottolimite, cioè un tetto più basso compreso nel massimale, e una franchigia, la parte del danno che resta a carico del professionista. Per questo due preventivi con lo stesso massimale possono proteggere in modo molto diverso: vanno confrontati voce per voce, guardando attività assicurata, esclusioni e sottolimiti.
Un attacco informatico è coperto dalla polizza professionale?
Spesso no: in molte polizze base i danni da incidente informatico sono esclusi, e va sempre verificato nelle condizioni. Il cyber risk è il rischio legato ad attacchi informatici, guasti dei sistemi e violazioni dei dati. In alcune condizioni di polizza per professionisti risultano esclusi danni, multe, costi e spese derivanti da un attacco o da un incidente informatico, dalla violazione o dal danneggiamento di dati, insieme al ripristino di sistemi e dati e al pagamento di riscatti. Per chi gestisce in digitale contabilità, contratti o dati dei clienti è un vuoto concreto. Alcuni prodotti cyber sul mercato prevedono invece, tra le garanzie, i danni a terzi per violazione della privacy, furto o perdita di dati e divulgazione di informazioni riservate, oltre al ripristino dei sistemi e al fatturato perso per il blocco dell'attività.
E se si perdono o si danneggiano i documenti del cliente?
Dipende dalla presenza di una garanzia specifica, che in alcuni contratti esiste ma con un limite proprio da controllare. In alcune condizioni la perdita di documenti di terzi comprende documenti distrutti, danneggiati, smarriti, alterati, cancellati o messi fuori posto; altri prodotti, pensati per i consulenti informatici, descrivono una garanzia per le richieste di risarcimento legate a perdita, deterioramento o distruzione dei documenti di lavoro del cliente. Il punto da guardare non è solo se la voce c'è, ma con quale sottolimite opera: una garanzia presente ma con un tetto basso può non bastare se il cliente chiede di ricostruire un archivio o rifare un lavoro. Chi conserva originali, fascicoli o file dei clienti dovrebbe chiedere esplicitamente come viene trattato questo rischio nella propria polizza.
Le spese legali sono comprese o serve una tutela legale?
Le spese per difendersi da una richiesta di risarcimento sono spesso comprese nella RC professionale; quelle per altre controversie richiedono di solito una polizza di tutela legale separata. In alcune convenzioni, le spese legali per resistere alla richiesta del cliente sono previste entro una quota del massimale e in aggiunta a esso: è una difesa legata al sinistro, non un'assistenza generale. La tutela legale è invece un'assicurazione distinta che paga avvocati e periti in diverse vertenze. Alcuni prodotti sul mercato, in base ai moduli scelti, comprendono controversie penali, civili e amministrative, recupero crediti, liti con fornitori o dipendenti, questioni di privacy e reati informatici. Un cliente che non paga la fattura non è un sinistro di RC: senza una tutela legale, i costi della causa restano al professionista.
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Veba 3000 offre consulenza assicurativa: puoi chiedere di esaminare la tua polizza partendo dalle attività che svolgi davvero, non solo dalla qualifica professionale. Le verifiche utili sono poche e precise: se le attività dichiarate corrispondono al lavoro reale, quali esclusioni riguardano dati e incidenti informatici, la retroattività (la copertura per errori commessi prima della stipula), la garanzia postuma (la copertura per richieste che arrivano dopo la cessazione dell’attività) e le eventuali estensioni, dal cyber alla tutela legale. Le condizioni cambiano da contratto a contratto, quindi ogni caso va valutato sulla singola polizza. Per fissare un controllo puoi scrivere a Veba 3000.